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STATISTICHE

25 Marzo 2009
CONFRONTO SULLE STATISTICHE
LE FONTI DI INFORMAZIONE STATISTICA DEL TURISMO ALL’ARIA APERTA

Abbiamo voluto analizzare le informazioni statistiche nel nostro settore per renderci conto dello stato dell’arte, per capire l’attendibilità ed il grado di scientificità dei dati che ogni anno vengono divulgati e commentati dalle varie organizzazioni, per vedere se vi sono iniziative nuove ed infine per cogliere eventuali carenze e limiti in un ambito importante per conoscere l’andamento del fenomeno e per decidere sul suo futuro.
Naturalmente sul turismo in generale, che muove un giro d’affari annuo di circa 17 miliardi di Euro (dati 2006), molte sono le fonti di informazione: ISTAT, ENIT, UNIONCAMERE, OSSERVATORI TURISTICI REGIONALI, TRADEMARK ITALIA; sul Turismo all’Aria Aperta abbiamo trovato solo FAITA Federcampeggi.
Il nostro turismo viene in genere rilevato all’interno del comparto degli esercizi complementari (ISTAT) o tra le strutture ricettive extralberghiere (UNIONCAMERE ed OSSERVATORI REGIONALI) e, all’interno di queste, vengono indicati gli arrivi e le presenze nei campeggi e nei villaggi turistici. Restano fuori pertanto i dati relativi alle soste nelle aree attrezzate o libere per camper (si sa,dai vari sondaggi, che i camperisti -70/80%- le preferiscono ai campeggi) e presso gli agriturismi.
Nonostante il maggior interesse verso il nostro comparto turistico, anche sul piano statistico e delle analisi di mercato - dovuto al suo sviluppo costante rispetto al tradizionale turismo alberghiero - per avere delle rilevazioni complete occorre arrivarci con stime, da dedurre sulla base di percentuali riferibili ai comportamenti prevalenti da parte dei turisti itineranti (mancando i riscontri oggettivi sulle aree di sosta).E’ evidente che tutto ciò va a scapito della scientificità dei dati e delle conseguenti analisi interpretative.
E questo si verifica perché il nostro peso relativo resta ancora contenuto ( anche per l’incompletezza dei dati sopraricordata ).
Se andiamo ad esaminare i dati ISTAT relativi al 2002 vediamo infatti che a fronte di un totale di 347 milioni di presenze complessive turistiche, il comparto dei campeggi e villaggi turistici (dati FAITA) registra 61 milioni di presenze, pari al 17%. Se a questi ultimi dati aggiungiamo quelli relativi a quello che possiamo definire “campeggio libero”, che FAITA stima intorno al 9% rispetto al campeggio ufficiale, ma che per noi, sulla base dei nostri e di altri sondaggi sulle abitudini dei camperisti, è di circa il doppio (17%), si ricava un dato finale del Turismo all’Aria Aperta di 72 milioni di presenze complessive annue e cioè il 20% del turismo totale.
Il camperismo dovrebbe rappresentare un totale annuo ( campeggio+aree di sosta+ parcheggi liberi: turisti italiani e stranieri) di circa 15 milioni di presenze, il 20% a sua volta dell’open air ed il 4% del turismo globale.
Questa è una delle ragioni della modesta considerazione per questo settore delle fonti di informazioni statistiche e delle scarse analisi presenti.
C’è da dire che un nuovo interesse si sta manifestando per il nostro turismo, uno dei pochi segmenti in costante ascesa e considerato emergente, e a ciò sembra corrispondere una maggiore attenzione anche da parte dei centri di raccolta ed analisi dei dati. Alla BIT di Milano è stata annunciata l’iniziativa di dar vita ad un OSSERVATORIO TURISTICO NAZIONALE da parte di TRADEMARK Italia, all’interno del quale troverebbe spazio anche il settore dei campeggi, villaggi turistici, agriturismi ed “aree…particolarmente attrezzate per il plein air”.
E’ certamente un passo avanti, anche se si auspicherebbe in futuro di vedere un OSSERVATORIO DEL TURISMO ALL’ARIA APERTA: sarebbe il segno della raggiunta e piena cittadinanza del settore e della sua piena legittimità ad essere considerato per le sue importanti componenti economiche, sociali e culturali.

Promocamp


DA “STATISTICHE: VIVA LA VIDA" di Luca Stella

“…fintanto che guardiamo quei numeri, non possiamo, ne abbiamo diritto di farci alcun tipo di opinione, ne tantomeno di renderla in qualsiasi modo pubblica. Perché? Semplice, perché così’ come sono non dicono nulla, sono bugiarde. E sulle bugie, si sa, si costruisce il nulla.

Andiamo con ordine e prendiamo, ad esempio il mercato delle caravan in Italia (tranquilli, poi arriveremo ai camper).
Prendiamo le statistiche di Assocamp, Promocamp e di chi volete voi, tanto la base di partenza è sempre la stessa, quella che l’ottima società di servizi di Unrae fornisce.

Ebbene, i numeri raccontano di 115/ 119 roulotte immatricolate nel mese di gennaio 2008 e di 45/47 nello stesso periodo ma un anno dopo. Questo è vero ma da qui a credere che quello sia il totale del mercato relativo alle nuove caravan immatricolate in Italia in quei periodi ce ne corre.

Come chiunque lavori nel settore dovrebbe sapere (e mi auguro sia così), esiste l’importazione parallela, ovvero un congruo numero di rimorchi ad uso abitazione che il costruttore stesso provvede a immatricolare precedentemente nella propria nazione e poi a far reimmatricolare dal concessionario una volta che il prodotto giunge nel Bel Paese. Per alcuni marchi questo tipo di importazione rappresenta la totalità dell'immatricolato, per altri una quota importantissima, superiore alla metà.

Quante sono queste caravan? Tante. Numero preciso? C’è. Ma visto che il settore è popolato da geni, che se le vadano a cercare da soli, ammesso che sappiamo come fare e dove andare a cercare.

Una cosa è certa, cari lettori di Newscamp, diffidate da chi vi racconta di statistiche facendo credere che rappresentino il totale dell’immatricolato caravan nuove in Italia. Quel numero, ad esempio secondo le statistiche Assocamp, nel 2008 sarebbe (e mai condizionale fu più d’obbligo) fermo a un misero 1.810 pezzi. Ebbene, ricordatelo, quello rappresenta il totale dell’immatricolato di roulotte nuove solo da punto di vista burocratico, la realtà è ben diversa.

E adesso passiamo agli autocaravan.

Se guardiamo, per esempio, le statistiche 2008 in Germania, rimaniamo basiti. Il numero di veicoli ricreazionali motorizzati è comunque più che discreto. Peccato che si tende inevitabilmente così a credere che si tratta della totalità di camper venduti nella Repubblica Federale di Germania, ma così non è.

Dal numero totale bisogna togliere i 2.600 autocaravan su meccanica Renault che un certo costruttore ha autoimmatricolato a primavera e, subito dopo, i 1.500 camper in più che qualcun’altro ha inserito nella propria flotta a noleggio. Senza tener conto delle migliaia di pezzi che vengono lì acquistati da italiani (importazione parallela), inglesi e danesi. E se per gli italiani non andiamo oltre i 500 pezzi, per i sudditi di Sua Maestà Britannica e per quelli della Corona di Danimarca siamo a cifre a tre zeri.

Abbiamo preso come esempio la Germania, ma identica analisi potrebbe essere fatta per l’Italia, la Francia, la Spagna, l’Irlanda, la Gran Bretagna, la Svezia, l’Olanda.

Quindi, cari lettori di Newscamp, il messaggio rimane sempre quello: attenzione a credere che l’immatricolato rappresenti il reale numero di mezzi venduti a privati in quella nazione. In alcune nazioni i numeri sono più alti di quelli che sembrano (esempio: le caravan in Italia), in altri molti ma molti meno di quelli che sembrano (un esempio: i camper in Germania)."



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